Vicenda CMC. Mancati incassi e assalto dei creditori, ecco le ragioni del concordato preventivo

Giovedì 6 Dicembre 2018
Foto tratta dal sito web della CMC

Cosa dicono le pagine dell'istanza depositata da CMC il 4 dicembre al Tribunale di Ravenna per la richiesta di concordato preventivo con riserva? In sostanza, riassumono lo stato di sofferenza soprattutto finanziaria dell’azienda. Ma non solo. Nell’ultimo anno il volume della produzione è sceso da 549 a 514 milioni di euro, il margine operativo da 45 a 37 milioni, la disponibilità liquida da 181 milioni a 89 milioni. 

Come si sapeva, è dunque la crescente crisi di liquidità l’assillo principale del colosso via Trieste, crisi che sarebbe stata generata dai mancati incassi attesi nell’ultimo quadrimestre di quest’anno. In particolare, nel periodo settembre-novembre erano previste entrate per 137 milioni mentre ne sono arrivate solo per 52 milioni e la società non ha potuto far fronte a tutti gli obblighi. Fra cui il pagamento della famosa cedola in scadenza il 15 novembre scorso per uno dei due bond contratti (obbligazioni per un importo complessivo di 575 milioni di euro).

Ma non è tutto. La situazione di CMC al 31 dicembre 2017 presenta 2,2 miliardi di attivo patrimoniale, 850 milioni di ricavi, e 2 miliardi di debiti. È il valore dei contenziosi aperti da CMC verso diversi creditori. Questa situazione di sofferenza ha portato allo scattare di decreti ingiuntivi da parte dei creditori stessi e all’avvio dei meccanismi per la dichiarazione di fallimento.

Con il concordato preventivo con riserva CMC corre ai ripari. «Nell’attuale frangente di tensione finanziaria di cassa – ha dichiarato il CdA – si ritiene che l’accesso al concordato con riserva rappresenti il percorso più efficace per porre in sicurezza il patrimonio e tutelare, in tal modo, tutti i portatori di interessi».

CMC ha ora sessanta giorni di tempo per presentare un piano di risanamento finanziario. Se l’assemblea dei creditori accetterà il piano di risanamento si potrà procedere nel piano: il no dei creditori invece potrebbe aprire le porte a un drammatico crack.

Ricordiamo che CMC conta oggi circa 7.000 dipendenti nel mondo, di cui 400 operano a Ravenna. Intanto oggi a Bologna si tiene la prima riunione in Regione fra Azienda, Sindacati e Enti locali per valutare l'impatto della crisi sull'occupazione e l'eventuale ricorso agli ammortizzatori sociali per i dipendenti.

Sulla vicenda dei due dipendenti trattenuti in Kuwait, invece, per ora non ci sono novità. 

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