LA POSTA DEI LETTORI / Nuovi orari dei treni: i pendolari stanchi di pagare per scelte assurde

Giovedì 6 Dicembre 2018 - Alfonsine
Immagine di repertorio

Buongiorno, mi chiamo Beatrice Guerrini, abito ad Alfonsine e sono una di quei tantissimi pendolari che saranno fortemente penalizzati dai nuovi orari Trenitalia; orari decisi a tavolino senza interfacciarsi minimamente con chi deve usare il trasporto su rotaia per motivi di lavoro o di studio, utenti casualmente dimenticati che comunque con i loro abbonamenti mensili e regionali garantiscono introiti importanti e sicuri alla società. 

 

Com'è noto, Trenitalia ha deciso di modificare completamente gli orari aumentando il numero dei convogli circolanti per rendere più vicina la linea di Ravenna al polo di Bologna, ma questo a discapito di migliaia di persone che si vedono soppressi treni che prima garantivano un rientro dal lavoro ad orari "umani". Tutte queste modifiche hanno toccato pesantemente anche la linea Ferrara- Ravenna (la linea che utilizzo ogni giorno per recarmi al lavoro), stravolgendo orari tutto sommato adatti alle esigenze di studenti e lavoratori.

Per fare un esempio lampante, Trenitalia ha soppresso il treno (sempre pieno di pendolari) in partenza da Ravenna alle 18.24 (utilissimo per chi esce dal lavoro alle 18.00), anticipando quello delle 17.35 alle 17.12 e inserendone uno alle 19.12. Non credo sia necessaria una laurea con master per comprendere che tutti coloro che escono dal lavoro alle 17.30 o alle 18.00 ora si vedranno costretti ad attendere anche quasi due ore per avere un treno per tornare a casa. In base a quale astruso calcolo i dirigenti di Trenitalia hanno considerato "inutile" un treno sempre pieno di pendolari?

Pensare di affidarsi al trasporto con autobus è quasi un suicidio per alcuni motivi: 1. il servizio autobus copre solo la tratta Alfonsine-Ravenna e quindi una buona parte di utenti che ora usano il treno si trova tagliati fuori, 2. gli autobus in periodo estivo vengono soppressi e ne rimane uno solo per il ritorno in partenza da Ravenna alle 17.00, orario di certo non favorevole a chi lavora, 3. gli autobus per Alfonsine partono da Via De Gasperi (l'ultimo utile parte alle 18.15 da settembre a giugno) e tutti coloro che lavorano dalla parte opposta della città (come me ad esempio), non riescono in alcun modo a prenderlo. Senza contare che quei pochi eletti che riusciranno a prendere il bus delle 18.15 dovranno aggiungere all'abbonamento del treno l'abbonamento per l'autobus per poter tornare a casa.

E a proposito di abbonamenti, chi ha fatto quello mensile e ancor più chi ha pagato quello annuale, se dovesse trovarsi nell'impossibilità di poter continuare ad usufruire del servizio su rotaia in quanto gli orari sono veramente assurdi, non si vedrà risarcito nemmeno un centesimo. E' questo il metodo Trenitalia per incrementare il fatturato? Obbligare gli utenti ad utilizzare altri mezzi di trasporto? Sarebbe comunque bello se Trenitalia almeno ci dicesse in base a quali criteri ha deciso la soppressione di alcuni treni necessari, lo slittamento importante degli orari di tutti gli altri e la creazione di treni totalmente inutili (vedasi quello in partenza alle 16.16 da Ravenna, utilizzato da chi? Dagli studenti? A quell'ora sono già a casa. Dai lavoratori? A quell'ora sono ancora al lavoro). Non di certo per favorire il trasporto su rotaia. Di questo siamo consapevoli tutti.

Si parla tanto di emissioni di polveri sottili e di inquinamento: se anche solo la metà dei pendolari che utilizza i treni nelle fasce "calde" (dalle 7.00 alle 9.00 e dalle 18.00 alle 20.00) si vedesse costretto a causa, lo ribadisco, di questi assurdi nuovi orari decisi contro ogni logica, a dover prendere l'auto, quanto inquinamento in più si creerebbe? Abbiamo un mezzo poco inquinante come il treno e ci viene reso impossibile l'utilizzo perché dirigenti ben poco lungimiranti "tagliano" letteralmente le gambe agli utenti. Paghiamo per avere disservizi, paghiamo per non avere treni (se si aprisse la parentesi dei treni soppressi per 2 cm di neve staremmo qui a discutere per ore), paghiamo per convogli sempre sporchi, maleodoranti ed in cronico ritardo. Tocca sempre a noi pagare per l'incompetenza di chi gestisce le ferrovie?

In molti, che come me si trovano in questa situazione di disagio, abbiamo scritto diverse e-mail di protesta alla regione, a Trenitalia, al sindaco di Ravenna, ma sono tutte cadute nel vuoto e siamo passati sotto il più completo silenzio. Spero solo che questo mio "grido di aiuto" possa, tramite Voi, far puntare i riflettori sui pesanti disagi che migliaia di lavoratori e di studenti si vedranno costretti a dover affrontare a partire da lunedì prossimo. Siamo stanchi di essere sempre noi, ultima ruota del carro, a dover pagare per scelte assurde che vanno contro ogni più elementare logica, anche di mercato. Grazie per l'attenzione.

 

Beatrice Guerrini - Alfonsine

Commenti

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  • Concordo in tutto con Beatrice. Anche io pendolare da anni, vedo in questa modifica solo grande confusione e una disattenzione cronica a quelle che sono le reali esigenze delle persone. A seguito dell'incontro di ieri in comune forse verrà ripristinato il treno delle 18 ma togliendo quelle 19, lasciando comunque un buco di due ore tra le 18 e le 20. Sempre sul giornale ho letto che trenitalia ha deciso di fare queste variazioni sulla base delle rilevazioni delle presenze: mi domando sulla base di quale rilevazione dato che chi ha l'abbonamento come me non timbra quando sale come invece succede sul trasporto start romagna!! Forse erano i biglietti singoli. Ma anche qui mi domando: se invece di rimettere il treno alle 16 avessero speso dei soldi per affiancare i controllori alle forze dell'ordine per punire chi non paga il biglietto forse ci sarebbero i soldi per tutti i treni!!!!

    06/12/2018 - Alice Faccani

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