BEST WEEKEND / Una grande opera verdiana e poi a tutto teatro fra Faenza, Lugo e Piangipane

Sabato 3 Marzo 2018 - Lugo
Una scena de "Il mondo non mi deve nulla" con Pamela Villoresi e Claudio Casadio

Apriamo la rubrica di questa settimana con un’opera lirica che speriamo scaldi i vostri cuori in queste giornate piuttosto fredde di gelicidio (ma chi ha coniato questo orrendo neologismo?!). Sarà infatti il Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi a concludere la Stagione d’Opera del Teatro Alighieri di Ravenna. L’appuntamento è per domenica alle 15.30

 

Il Simon Boccanegra è un’opera “triste - nelle parole di Verdi - perché dev’essere triste, ma interessa”, un intreccio fatale di equivoci e tradimenti dove il dramma privato convive con quello pubblico della guerra civile. La coproduzione ripropone la collaborazione fra Fondazione Teatri di Piacenza e Teatro Alighieri - cui si aggiunge quest’anno l’Opéra de Marseille - ed è affidata alla regia di Leo Nucci. L’allestimento da lui ideato è orientato a definire uno spazio scenico fortemente tradizionale, caratterizzato dalla ricercatezza dei costumi e da rimandi alla potenza di Genova. In buca l’Orchestra dell’Opera Italiana diretta da Pier Giorgio Morandi; il coro è quello del Teatro Municipale di Piacenza.

 

 

Il dramma ruota attorno al Boccanegra, che nella Genova di metà Trecento riesce a farsi eleggere Doge grazie all’appoggio di un amico e a dispetto dei propri trascorsi da corsaro; al trionfo della vita pubblica si contrappone una tormentata vita privata, segnata dalla morte della donna amata e dalla scomparsa della figlia. Ai conflitti privati si intreccia la contesa politica, sfondo (e causa) di equivoci, rancori, tradimenti, inganni, che culminano nell’avvelenamento dello stesso Boccanegra. Insomma, nella giornata delle elezioni (domenica 4 marzo) ci sembrava un suggerimento perfetto per pensare.

SIMON BOCCANEGRA DI GIUSEPPE VERDI – TEATRO ALIGHIERI – RAVENNA

Domenica 4 marzo – Ore 15.30 / Info e prevendite: tel. 0554 249244 – www.teatroalighieri.org / Biglietti da 14 a 45 euro. Speciale giovani: under 14 5 euro; under 18 e universitari 50% tariffe ridotte.

 

 

Il palcoscenico del Teatro Masini di Faenza avrà invece per protagonista sabato 3 marzo Gene Gnocchi che presenterà al pubblico della sua città di adozione lo spettacolo Il procacciatore, di cui è anche autore insieme a Simone Bedetti. Cosa ci fa Gene Gnocchi con un trolley, un liquidator e un panino al cotto? Sta forse per abbandonare il mondo dello spettacolo e aprire un negozio di souvenir pakistani? Sta per entrare in politica con il suo nuovo movimento “Per un’Italia diversamente onesta”? (ci risiamo con le elezioni). Sta per sposare la sua badante lasciandole in eredità tutti i suoi fallimenti? Niente di tutto questo.

Gene Gnocchi, dopo lunghi anni di ricerche nei suoi laboratuàr, è riuscito a individuare l’unica via di salvezza che ci rimane in questo momento contorto: perseguire in modo sistematico la deficienza. Ecco perché sta viaggiando nel mondo per portare questa ricetta miracolosa a domicilio con una conferenza pagata un filo meno di quelle di Obama ma che in compenso ti lascia con l’amaro in bocca e una domanda sulla punta delle labbra: “ma invece di venire qui non era meglio andare a una conferenza di Obama, che almeno lì c’è il buffet curato personalmente da Oscar Farinetti?”.

GENE GNOCCHI NE IL PROCACCIATORE – TEATRO MASINI – FAENZA

Sabato 3 marzo – Ore 21 / Biglietti: da 14 a 25 € + ddp. Prenotazioni telefoniche (0546 21306): tutti i giorni feriali dalle ore 10 alle ore 13. La sera di spettacolo la biglietteria del Teatro Masini aprirà alle ore 20. Prevendite online su vivaticket.it Info: 0546/21306 - www.accademiaperduta.it

 

 

Il mondo non mi deve nulla va in scena invece sabato 3 e domenica 4 marzo al Teatro Rossini di Lugo. Il testo è di Massimo Carlotto, gli interpreti sono i bravissimi Pamela Villoresi e Claudio Casadio, mentre la regia è di Francesco Zecca. È un incontro scontro fra due persone, le più diverse, ma in fondo disperatamente vicine perchè entrambe ai margini della società e della vita. Pamela Villoresi scava in un personaggio che la vita ha indurito facendolo vibrare straordinariamente di una fragilità e ironia commoventi. Guardandola ci si incanta nel suo continuo svelare di Lise la sensibilità, l’indulgenza e l’amarezza amabilmente celate sotto un forte velo rosso di testardaggine, inclemenza e durezza. Pamela porta in scena perfettamente le due facce di Lise e la muove sul precipizio del vuoto come un ventriloquo fa con la sua bambola: la guida, la copre, la svela, la zittisce ed infine la sacrifica.

Claudio Casadio indaga con grande sensibilità un’anima intrappolata in una vita disperata, regalandogli poesia e una purezza incantatrice, che rende il suo personaggio struggente. Restituisce al personaggio di Adelmo tutta la sua “veracità”, la forza ed il “non arrendersi” tipico di chi è attaccato alla vita con i denti perché dalla vita ha avuto ancora troppo poco per mollare gli ormeggi. L’Adelmo di Claudio è più vitale e popolano che mai e di un popolo lavoratore e sacrificato porta in scena il riscatto con il buon senso che a volte viene meno ai più acuti filosofi. L’Adelmo di Claudio è credibile, concreto, meravigliosamente vivo, acuto e di una esuberanza necessaria per lasciare spazio alla speranza di una rinascita.

Massimo Carlotto con il suo noir lascia la possibilità di muoversi in un testo pieno di molteplici opzioni. Il suo testo non patteggia per nessuno, non salva nessuno è un testo senza vincitori e senza vinti 

IL MONDO NON MI DEVE NULLA - TEATRO ROSSINI - LUGO

Sabato 3 marzo - Ore 20.30 / Domenica 4 marzo - Ore 16 e ore 20.30 / Informazioni e prenotazioni Teatro Rossini in Piazzale Cavour 17 a Lugo - Tel. 0545.38542 - info@teatrorossini.it

 

 

Il Teatro Socjale di Piangipane propone sabato 3 marzo alle 21 " Uomo a vapore" uno spettacolo di teatro musicale di Roberto Mercadini e Fiorenzo Mengozzi. Anche l’ultimo spettacolo della stagione “Teatro del Socjale” è destinato a far pensare ed è dedicato ad un tema molto attuale, il digitale. Cosa sta diventando la società umana e dove ci sta portando questa era digitale? Il vivere moderno ci costringe sempre di più alla velocità, ad essere multitasking e costantemente connessi. Non c'è mai tempo, siamo sempre in ritardo… e si dice spesso “si stava meglio una volta, quando tutto era lento, a misura d’uomo”. “Lentezza” non significa solamente andare piano, vuol dire prestare attenzione, avere consapevolezza e conoscenza profonda, predisposizione all'ascolto e alla percezione di ciò che accade. La sfida consiste quindi nel trovare l’equilibrio, mettendo in armonia i vari elementi.

Ognuno, insomma, si ritrova a giocare questa partita, a cercare una propria armonia, un proprio modo di essere – per così dire – “uomo a vapore”. La tecnologia del vapore, la rivoluzione industriale, le corse sbuffanti dei primi treni. Tutto questo rappresentò, a suo tempo, l’irrompere del futuro nel mondo, l’apoteosi del nuovo. Ora viceversa, per noi rappresenta un passato lontano, totalmente privo di tutto ciò che chiamiamo solitamente “tecnologia” o “modernità”. Lo spettacolo, con ironia, riflette e fa riflettere su tutto questo: futuro, passato, tempo, tecnologia, trasformazioni della società. Storie e racconti intrecciati a melodie meccaniche, rumori di ingranaggi d’altri tempi, strumenti antichi e moderni, tutti assieme in una ricerca appassionata e appassionante, in cui il paradosso è sempre dietro l’angolo. Naturalmente i mitici cappelletti alla fine dello spettacolo come da tradizione.

UOMO A VAPORE - TEATRO SOCJALE - PIANGIPANE

Sabato 3 marzo - Ore 21 / Ingresso riservato soci Arci. Info e prevendita: www.teatrosocjale.it / www.facebook.com/teatrosocjale / Tel. 327.6719681



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