ELEZIONI / La Lega protesta in regione per l’accoglienza di 341 richiedenti asilo a Ravenna

Giovedì 1 Marzo 2018 - Bassa Romagna

La Lega chiede alla Giunta regionale chiarimenti sugli stranieri che saranno ospitati a Ravenna, sui soggetti che accoglieranno queste persone e sui servizi che verranno erogati con una interrogazione sulla convenzione, della durata di nove mesi, fra la Prefettura di Ravenna, l’Unione dei Comuni e l’Asp della Bassa Romagna per l’accoglienza di 341 cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. 

 

Il Carroccio vuole conoscere il numero degli stranieri che saranno ospitati, per quanto tempo, in quali strutture, il paese di provenienza, l’età, se uomini o donne, quando arriveranno e se hanno già presentato domanda d’asilo e con quale esito. E ancora, sui richiedenti già presenti nel territorio ravennate, chiede da quanto tempo sono ospitati e i risultati delle domande d’asilo, se è stato negato loro lo status di rifugiato anche dopo l’appello e quindi se ne è stata programmata l’espulsione o se ci sono stati allontanamenti volontari, o, ancora, se si sono verificati casi di reati che coinvolgono gli stessi stranieri.

 

La Lega chiede poi chiarimenti sui controlli effettuati per verificare la corretta gestione di queste persone e l’utilizzo delle risorse pubbliche destinate al loro mantenimento, oltre a chiarimenti sui soggetti che ospitano i richiedenti e sui servizi erogati. La convenzione, si legge nell’interrogazione, dovrebbe prevedere, oltre ai servizi di assistenza generica (trasporto, lavanderia, pulizia e igiene ambientale e della persona, fornitura e erogazione di pasti adeguati a pratiche religiose o abitudini alimentari tipiche delle diverse etnie), vestiario, la diaria giornaliera per le piccole spese, l’erogazione una tantum di una ricarica telefonica, telefonini e l’attivazione di reti Wi-Fi.

 

Oltre a servizi di mediazione linguistica e culturale, di formazione e riqualificazione professionale, di orientamento all’inserimento sociale, di animazione socio-culturale, assistenza legale gratuita per la domanda d’asilo e per l’eventuale appello alla decisione negativa. E inoltre, sostegno socio-psicologico, con l’eventuale presenza di uno psicologo/psichiatra di supporto per specifiche esigenze, assistenza sanitaria, comprensiva di visite specialistiche, esami diagnostici, ricoveri ospedalieri, oltre a cure e riabilitazioni per chi ha specifiche esigenze socio-sanitarie, e il trasporto per raggiungere i presidi sanitari. 



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