ELEZIONI / Alberghini 2, la rivincita. Il candidato di centrodestra ritenta il colpo del ko al PD

Martedì 6 Febbraio 2018
Massimiliano Alberghini

Intervista al candidato di Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Noi con l'Italia-UDC nel collegio senatoriale di Ravenna

Massimiliano Alberghini, 52 anni, commercialista, sposato, due figli, già candidato Sindaco di Ravenna per il centro destra due anni fa, ritenta il colpaccio. È candidato per il centro destra unito nel collegio uninominale di Ravenna per il Senato. Sfiderà Stefano Collina, faentino, senatore uscente del PD, Alessandra Govoni, anche lei faentina, candidata di Liberi e Uguali, e Alessandro Ruffilli, forlivese, in lizza per il Movimento 5 Stelle. Poi gli altri candidati minori.

Il civico Alberghini è stato indicato dalla Lega Nord, chiamato a questa nuova sfida da Gianluca Pini (“Lo ringrazio – dice Alberghini – perché ha creduto in me due anni fa e perché è anche un amico”). Ma rappresenta anche Forza Italia, Fratelli d'Italia e Noi con l'Italia-UDC.

La sfida di Alberghini ha un sapore quasi impossibile come quella di due anni fa. Allora fu battuto da Michele de Pascale al ballottaggio, ma non per molto. Soprattutto, mentre l’attuale Sindaco non fu in grado di raccogliere al secondo turno più consensi della prima tornata, Alberghini fece il pieno di voti e per poco non fece “cadere il Muro di Berlino”, come ha detto qualcuno fra gli alleati di centrodestra alla conferenza stampa di presentazione.

Quel muro potrebbe cadere in Romagna e a Ravenna il 4 marzo? A destra ci contano e sono su di giri. Dicono che rispetto a due anni fa le cose sono peggiorate per i cittadini e molti - che pure avevano dato credito al PD ancora una volta - ora sono delusi e pronti a cambiare voto. Vedremo. Fra 27 giorni ne sapremo di più.

 

 

L'INTERVISTA

Alberghini, qual è la posta in gioco nelle elezioni del 4 marzo?

“Siamo di fronte a una sfida fondamentale per Ravenna e per l’Italia. La situazione è drammatica. Serve una svolta, per Ravenna e per la Romagna. Siamo diventati territori di serie B. Siamo governati male. Siamo rimasti indietro. L’economia è ferma. C’è un’insicurezza dilagante. Bisogna cambiare registro.”

Su quali temi locali farà la sua campagna elettorale?

“Mi concentrerò sul Porto e sulle infrastrutture. Quel Porto che non è mai stato ritenuto di importanza regionale e nazionale dal PD a Bologna e a Roma e che solo ora si potrà scavare, quando bisognava averlo già fatto da tempo. E se ci si riuscirà, non sarà certo per merito del PD. Mi impegnerò per superare l’isolamento cronico di Ravenna perché negli ultimi decenni il PD non ha fatto nulla per migliorare le nostre infrastrutture. Hanno cancellato perfino il collegamento per Venezia, che per noi era strategico.”

Sul turismo che cosa propone?

"Dico che oggi non ci sono strategie d'insieme. Il PD non sa fare sistema e non sa valorizzare le nostre eccellenze. Per questo le nostre potenzialità non sono pienamente espresse. È quello che faremo noi."

E poi?

"Parlerò della sanità, dove è sotto gli occhi di tutti l'impoverimento dell'Ospedale di Ravenna. E infine di sicurezza. La città è messa come è messa, lo vedono tutti. Negli ultimi tempi i ladri sono scatenati, la gente ha paura. E c’è stata una sottovalutazione di questi fenomeni, mentre il PD preferisce mettere la testa sotto la sabbia. Le Forze dell’Ordine fanno tutto il possibile ma hanno bisogno di più forze. Noi chiederemo più organici per le Forze dell’Ordine a Ravenna e in Romagna. E più rigore contro l’immigrazione cladestina."

Qual è la sua opinione sui gravissimi fatti di Macerata?

“C’è poco da opinare e da commentare. Si tratta di un fatto inaccettabile, da condannare. Quello è un pazzo e purtroppo i pazzi ci sono dappertutto, di qualsiasi colore, nazionalità, etnia. E sono difficili da fermare. Questo è un folle criminale e basta.”

Quindi lei sostiene che questo episodio non andrebbe usato per la battaglia politica?

“No. Non va strumentalizzato per fini politici.”

Resta il fatto però che lo sparatore è stato candidato anno scorso dalla Lega Nord. Solo un incidente di percorso?

“Non so chi e quando lo abbia candidato. Dico solo che uno che fa un gesto così, non è molto a posto. È pazzo. La politica è un’altra cosa.”

Da sinistra, in particolare Grasso e Boldrini di Liberi e Uguali, accusano Salvini di usare parole che alimentano l'odio e possono aizzare in qualche testa calda gesti come quelli di Macerata.

“No. Se uno è pazzo è pazzo e non c’entrano le parole di Salvini o di altri per innescare l’azione di un criminale. Grasso e Boldrini farebbero bene a non strumentalizzare questi episodi.”

Lei è convinto, come dicono Salvini e Berlusconi, che bisogna fermare l’immigrazione e che – come ha proposto Berlusconi – bisogna mandare via 600 mila immigrati perché la pace sociale è a rischio?

“Assolutamente, sono d’accordo con il programma del centro destra. È una questione di logica e di buon senso. Questa cosa è scappata di mano. Non viene gestita. Se in un ascensore c’è posto per 8 persone, non ne posso far entrare 25. È fisica. È matematica. Il problema dell’immigrazione c’è, è sotto gli occhi di tutti. Oggi noi non accogliamo solo chi viene per scappare dalla guerra e dalla morte, noi accogliamo chiunque. Ma come li accogliamo? Basta guardarsi in giro. Non siamo in grado di sostenere questi flussi. Bisogna bloccare i flussi e rimandare a casa chi non ha diritto di rimanere qua.”

Parliamo della flat tax, che è il cardine del programma economico del centro destra. Non le sembra strano e squilibrato che a un operaio tocchi la stessa aliquota del suo datore di lavoro?

“Naturalmente la tassa piatta è una rivoluzione che va fatta gradualmente. Ma che una rivoluzione fiscale in Italia sia necessaria è chiaro. Le aziende non sopportano più la pressione fiscale attuale. E anche molti cittadini sono strozzati. E poi anche la flat tax prevede una no tax area per cui i redditi bassi non vengono tassati. Ma c'è un'altra cosa importante sul fisco."

Quale?

"Mi riferisco agli studi di settore e al redditometro, che tutti conoscono bene, con quei parametri entro i quali bisogna stare, altrimenti scattano gli accertamenti. Oggi l’onere della prova se uno non sta nei parametri tocca al cittadino o all’impresa: si è chiamati a dimostrare perché siamo fuori dai parametri. Dovrebbe invece toccare allo stato dimostrare che tu sei inadempiente. Questo riequilibrerebbe il rapporto fra Stato e cittadini, oggi tutto a sfavore dei cittadini.”

Ma lei pensa davvero che basti ridurre le tasse per far consumare di più e rimettere in moto l’economia? Come ritornano nelle casse dello stato i soldi che non sono entrati per gli sgravi fiscali, soldi che servono a garantire i servizi?

“Sì, è una cosa matematica. Più soldi nelle tasche degli italiani, più consumi, più investimenti, economia che torna a girare.”

Ma non ha sempre funzionato. Negli USA ha creato un bel buco di bilancio qualche lustro fa…

“Naturalmente la sfida è quella di rimettere in moto l’economia. Se l’economia non riparte si crea il buco. Noi siamo convinti che l’economia ripartirà. Ma siamo anche convinti della gradualità.”

Torniamo a fatti locali. Due anni fa al tavolo dell’alleanza dei moderati in chiave anti PD c’era anche Ancisi. Quest’anno Ancisi non c’era alla presentazione dei candidati di centrodestra. Pensa che voterà per voi o per Pierferdinando Casini, candidato con il PD a Bologna?

“Io penso che Alvaro Ancisi voterà per noi. Alla conferenza stampa non c’era per problemi personali non politici. I rapporti con Alvaro sono splendidi. Lui rappresenta una lista civica ed è chiaro che non può essere presente con il suo simbolo alle politiche. Sono sicuro che sarà con noi, assolutamente.”

Lei continua ad avere un profilo civico. Indicato dalla Lega ma indipendente. Un moderato in grado di rappresentare e aggregare tutto il centrodestra. Insomma, tutto come due anni fa?

“Assolutamente. Sono coerente con tutto il percorso e il lavoro fatto. Sono indipendente. Sono civico. E rappresento orgogliosamente tutto il centrodestra.”

Una volta eletto in Parlamento a che gruppo si iscriverà: Lega o Gruppo misto?

“Prima cerchiamo di essere eletti. Poi vedremo.”

Due anni fa il miracolo quasi vi riuscì, ma al secondo turno, grazie al ballottaggio. Stavolta avete a disposizione un colpo solo. Pensate sul serio di vincere?

“Di fatto è un ballottaggio lungo 30 giorni. Le possibilità ci sono. È vero che siamo in Romagna e che ha sempre vinto la sinistra. Ma basterebbe che la gente si guardasse attorno, si facesse qualche domanda e si desse qualche risposta. Se le cose sono messe male, di chi è la colpa? Vale la pena di cambiare? Ecco basterebbe farsi queste domande. Le risposte vengono da sole. Noi siamo un’alternativa credibile. Conosciamo il territorio. E vogliamo portare a Roma gli interessi di Ravenna.”

Lo dicono tutti.

“Già. Ma il PD l’ha solo detto, non l’ha fatto. Dicono, abbiamo fatto gli interessi di Ravenna e della Romagna, abbiamo ottenuto importanti risultati. Quali? Cosa hanno ottenuto? Siamo rimasti indietro rispetto agli altri territori.”

Lo scontro qui e in Italia è solo fra centrodestra e PD? O ritiene che il M5S sia ancora in gioco?

“Qui sul territorio il mio avversario è Stefano Collina del PD. Immagino che i Cinque Stelle otterranno un buon risultato, ma non tale da insidiare noi o il PD.”

Pensa - come dice Berlusconi - che il pericolo maggiore per l’Italia siano Luigi Di Maio e i Cinque Stelle?

“Non voglio entrare nel merito di questa polemica nazionale. Mi voglio concentrare su Ravenna. E voglio fare una campagna propositiva e non contro.”

Se non ci sarà una maggioranza di governo dopo il 5 marzo, lei è favorevole o contrario alle grandi alleanze?

“No. Non si possono fare queste alleanze strane, o governi tecnici, abbiamo già avuto troppi governi illegittimi o imposti. Abbiamo bisogno di un governo legittimamente eletto dal popolo italiano.” 

 

A cura di P. G. C. 



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