Pioggia e neve su Emilia Romagna: qualche criticità anche su strade e autostrade

Sabato 3 Febbraio 2018
Questa la situazione nell'appennino bolognese

La pioggia battente non accenna per ora a dar tregua su tutto il territorio provinciale, mentre sulle colline, da Faenza a Forlì, sono caduti i primi consistenti fiocchi di neve. A Ravenna la temperatura si è fatta più rigida e la pioggia non accenna ad attenuarsi, come sul resto della Bassa Romagna. Dalla tarda mattinata di oggi Faenza appare imbiancata da una spolverata di neve, mentre nel forlivese ne sono caduti alcuni centimentri. 

Tutta l'Emilia Romagna comunque sembra investita da una raffica di maltempo con precipitazioni nevose concentrate soprattutto sui versanti occidentali della regione. Dal tardo pomeriggio e verso sera, le previsioni di Arpae danno un'attenuamento dei fenomeni atmosferici, con gelate nella notte.

Per quanto riguarda la situazione delle strade e della viabilità, Anas informa che in Emilia Romagna, dal km 162.6 al km 250.5, tra gli svincoli di Canili e Ravenna, il traffico è rallentato ma in via di normalizzazione. Il transito è consentito ai soli veicoli leggeri muniti di dotazioni invernali. I filtraggi sono in corso al km 228.5, con uscita obbligatoria a Cesena nord per i veicoli superiori a 7,5 tonnellate e deviazione in autostrada.

Con l’arrivo della neve nelle province centro-orientali dell’Emilia Romagna, sono scesi in strada anche i trattori degli agricoltori. È quanto comunica Coldiretti regionale, sottolineando che le precipitazioni di questi giorni sono importanti per recuperare le riserve idriche messe a dura prova dalla siccità della scorsa estate che ha compromesso non solo le attività agricole, ma anche di altri settori produttivi.

"Secondo l’ultimo bollettino delle anomalie termiche dell’Arpae – informa Coldiretti Emilia Romagna – nel 2017 nella nostra regione le anomalie termiche "calde" hanno prevalso su quelle "fredde" per quasi tutto l´anno, contribuendo a consolidare il riscaldamento climatico già in atto in regione da almeno venticinque anni, con la temperatura che si è attestata mediamente di un grado sopra alla media del trentennio precedente".

"Se il ripristino delle risorse idriche del terreno, dei fiumi e dei bacini d’acqua è fondamentale, preoccupa però – rileva Coldiretti Emilia Romagna – l’accumulo sulle piante di neve che può provocare con il peso la rottura dei rami. Siamo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestano con pesanti effetti sull’agricoltura italiana, che negli ultimi dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro secondo i nostri rilevamenti".

"Si moltiplicano – conclude l’organizzazione  dei coltivatori – gli eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi, ma intense e il repentino passaggio dal sereno al maltempo. Siccità e bombe d’acqua con forti piogge a carattere alluvionale, ma anche nevicate estreme e picchi di calore anomali si alternano lungo l’anno e lungo tutta la Penisola".





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