A Bagnacavallo il saluto del Consiglio comunale e della città a Don Luigi Guerrini

Venerdì 22 Dicembre 2017 - Bagnacavallo

«Lei è stato non soltanto una figura importante per la comunità cristiana di Bagnacavallo, ma un riferimento per tutta la nostra comunità e ne ha rappresentato un punto fermo». Queste le parole che il sindaco Eleonora Proni ha rivolto a mons. Luigi Guerrini nel corso del Consiglio comunale di giovedì 21 dicembre, in occasione del saluto del Consiglio stesso e della città al suo parroco per 25 anni, recentemente trasferito a nuovo incarico presso le parrocchie di Errano, Celle e Castel Raniero, nel Faentino.

 

«Don Luigi si è costruito tutto questo – ha aggiunto il sindaco – non con l’autorità di una carica ma con serietà, pazienza, autorevolezza, giorno per giorno, incontrando le persone e affrontando le situazioni e i problemi». L’omaggio tributato a don Luigi è stato particolarmente sentito da tutti i presenti, a tratti addirittura commosso.

 

Accanto all’introduzione del presidente del Consiglio comunale Perla Micheli e agli interventi dei capigruppo consiliari Angela Rossetti, Davide Giovannini, Angelo Ravagli e Francesco Zannoni, la parola è stata data anche a persone esterne al Consiglio comunale, evento irrituale ma giustificato dalla particolarità dell’evento.

 

A portare il loro saluto al parroco sono stati infatti anche il presidente della Pro Loco di Bagnacavallo Arnaldo Castellucci e l’artista e critico d’arte Carlo Polgrossi, che con don Luigi hanno collaborato per diversi anni. Nel ringraziare la comunità e la cittadinanza per la vicinanza nei lunghi anni di servizio e l’affetto dimostrato in questa occasione, don Luigi ha ricordato di aver cercato di esprimere il suo impegno pastorale «come impegno civile e nello stesso tempo religioso, aspetti che non sono contrapposti ma semplicemente distinti e nella vita si possono esprimere realizzando la stessa azione. Sono contento che questo saluto avvenga oggi, nel giorno della Liberazione di Bagnacavallo – ha aggiunto don Luigi – perché mi consente di richiamare a tutti i valori della Costituzione, valori umani e che per la nostra Italia sono anche valori cristiani, frutto di due gruppi che hanno trovato in loro l’unità.»



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