Elena Bucci, Le Belle Bandiere, i premi e il suo modo di vivere il teatro "mite, inquieto e tenace"

Giovedì 21 Dicembre 2017 - Russi

Intervista all'attrice che ha recentemente vinto il premio Hystrio - Anct

Continua il momento magico di Elena Bucci, che dopo essersi aggiudicata il premio Eleonora Duse (novembre 2016) e il premio Ubu (gennaio 2017) si è aggiudicata in questi giorni un nuovo e importante riconoscimento, il premio Hystrio - Anct, riconoscimento istituito dall'Associazione nazionale critici teatrali e dalla rivista Hystrio. 

 

Elena, come stai vivendo questo momento della tua carriera, che ti ha portato per la prima volta ad aggiudicarti questo importante premio, frutto del voto di molti critici teatrali?

“Nel mio grazie a chi ha voluto premiarmi c'è anche la gioia di vivere un momento nel quale incontri antichi e nuovi illuminano un'ampia tessitura che si perde lontano dove non vedo, ma dove voglio andare. Per questo mi pare che questo riconoscimento arrivi anche al coro del quale mi sento parte e al suo modo di vivere il teatro, mite, inquieto e tenace. Per noi che ci agitiamo per la nostra ora sulla scena, è dolce sentirsi guardati con benevolenza.”

 

I premi ricevuti in questi ultimi 12 mesi rispecchiano il grande lavoro sviluppato in questi anni dalle Belle Bandiere: qual è l'alchimia di questo gruppo alla base di questi successi?

“È molto difficile guardarsi e parlare di sè con equilibrio, ma penso che molta della nostra forza derivi dalla passione per il teatro come via di conoscenza del mondo e degli altri, come mezzo per esprimere e mettere al servizio del pubblico la propria capacità di creare, entusiasmare, spostare lo sguardo, ma senza mai pensare di possedere qualche verità che non sia la pratica di un continuo cercare e comunicare.”

 

Teatro come ricerca e scoperta, dunque…

“Abbiamo scoperto molti luoghi e abbiamo contribuito ad aprirli al pubblico, anche se non ne abbiamo nessuno in gestione. Abbiamo formato molti artisti e continuiamo ad allargare il nostro gruppo di lavoro basato su un linguaggio comune in apparenza semplice che è frutto di un lungo lavoro di sintesi e precisione, ma in un clima di grande libertà e di continua scelta reciproca. Questa forte e fragile strada, sempre curiosa, ricca di scoperte e mai adagiata su ricchezza e potere, basata sugli incontri e sul desiderio di moltiplicarli, sempre in movimento verso nuovi progetti, questa è una parte, ma solo una parte, di quell’alchimia che forse si vede meglio da fuori. E poi ci sono le capacità che ci vengono date, che non ci appartengono, ma devono essere usate al meglio, con tutto il loro mistero.”

 

Attualmente avete riallestito diversi spettacoli, che state riproponendo in tutta Italia, un lavoro frenetico che necessita di grande concentrazione....

“A volte scherzo nel dirlo, ma molto spesso invece mi pare davvero sia così: siamo come una Compagnia Italiana all’Antica che si esprime con il linguaggio del presente e vive del suo lavoro. Pratichiamo il repertorio, cioè abbiamo molti spettacoli in vita nello stesso momento, viaggiamo tutta Italia e anche l’estero passando dai grandi teatri, come il Teatro Nazionale di Pechino ai piccolissimi luoghi gestiti magari da giovani gruppi coraggiosi ed entusiasti che vogliamo appoggiare. Passiamo da grandi città come Milano o Roma a paesi e piccole cittadine, per andare incontro alla volontà di chi desidera i nostri spettacoli e progetti e per il nostro piacere di conoscere e viaggiare. Tutto il nostro giro è basato sulla stima che riscuote il nostro teatro e sulla determinazione di chi lo vuole accogliere: non pratichiamo logiche di potere come quella degli scambi, che spesso avvengono a prescindere dalla qualità dello spettacolo e del progetto e secondo logiche di comodo, abbiamo pochissimi seppure preziosi finanziamenti pubblici, ma molte relazioni solide di collaborazione.”

 

Insomma liberi di creare…

“Certo questa libertà chiede un rigore e una fatica che spesso temiamo di non riuscire a sostenere, ma in cambio abbiamo un respiro di libertà e una freschezza che ci permettono di lavorare con grande concentrazione e dedizione anche in progetti molto diversi e in contemporanea. Speriamo che i nostri collaboratori continuino ad affiancarci con il loro grande talento e le loro capacità nonostante il denso impegno richiesto. Contiamo che questa condizione di semplicità e agilità, ottenuta con una continua ricerca di equilibrio e di sintesi che valorizza la qualità eliminando il superfluo, ci aiuti a continuare questo cammino singolare che sempre ci stupisce, e per il quale ringraziamo tutti coloro che ci seguono e ci sostengono.”

 

A cura di Gianni Zampaglione



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