Massimo Dapporto con Un borghese piccolo piccolo al Comunale di Russi

Martedì 5 Dicembre 2017 - Russi
Massimo Dapporto

Mercoledì 6 dicembre alle 20.45

Massimo Dapporto raccoglie la sfida di interpretare il personaggio che fu al cinema del grande Alberto Sordi. Un borghese piccolo piccolo, capolavoro letterario di Vincenzo Cerami, è per la prima volta a teatro con la regia di Fabrizio Coniglio, mercoledì 6 dicembre (ore 20.45) al Teatro Comunale di Russi.

 

"Quando ho rivisto il film, con quel gigantesco Alberto Sordi, mi sono detto: e chi ce la fa? Poi ho letto il libro e ho capito che era possibile scostarsi da quel ricordo e avvicinarsi di più a Giovanni Vivaldi". Con queste parole, Massimo Dapporto, protagonista a teatro di Un borghese piccolo piccolo, racconta dell’avventura teatrale che ha portato sulla scena l’adattamento e la regia di Fabrizio Coniglio del romanzo scritto da Vicenzo Cerami nel 1976, diventato film epocale l'anno seguente con Sordi, appunto, e la regia di Mario Monicelli. Prima trasposizione teatrale, quella di Fabrizio Coniglio è una pièce che ripercorre in maniera ancor più stringente le tinte grottesche narrate da Cerami.

 

Perché riprendere un capolavoro del passato e riproporlo nel nostro tempo? Una semplice spinta commerciale o forse una storia tremendamente attuale? A più di quarant’anni dal romanzo, le vicende di Giovanni Vivaldi, il borghese piccolo piccolo, hanno ancora molto da dire oggi “intanto su chi, come il protagonista, pensa di farsi giustizia da sé.” Prosegue Dapporto: “È un tema che proprio di recente è tornato in grande auge”.

 

Giovanni Vivaldi è un uomo di provincia che lavora al ministero, il cui più grande desiderio è quello di “sistemare” suo figlio Mario, proprio in quel ministero in cui Giovanni lavora da oltre trent’anni. Ma come ottenere una raccomandazione per il figlio? Ecco l’inizio della sua ricerca disperata di una “scorciatoia”, in questo caso rappresentata dalla Massoneria, per garantire un futuro al giovane. Le aspirazioni, il desiderio di raggirare le regole che una società democratica e civile impone, sembrano quasi connaturate nell’animo di ogni cittadino italiano. La “scorciatoia” o la raccomandazione è avvertita dalla nostra società come qualcosa di necessario per sopravvivere: forse, in fondo, non crediamo più nella possibilità di essere tutti uguali di fronte alla legge e nelle pari opportunità di emancipazione sociale ed economica. Questo è lo snodo più fortemente attuale della storia messa in scena.

 

“Racconteremo questo grande romanzo classico con il sorriso”, aggiunge Fabrizio Coniglio, in una tragicommedia dalle sfumature aspre che apre a una comicità a tratti esilarante. A dispetto della trasposizione cinematografica che ha reso la storia celebre, il libro, come la pièce teatrale, racconta un Vivaldi ancora più “feroce”. Eppure, rivela Dapporto, “la storia fa molta presa sul pubblico, perché racconta elementi che sono parte del Dna italiano. Il problema della giustizia “fai da te” attanaglia oggi come allora. Basta aprire un giornale che leggi e Stato appaiono impotenti, incapaci di accontentare chi è colpito da una disgrazia".

 

"Anche la raccomandazione - prosegue l'attore - è un tratto tipicamente italiano: Vivaldi pensa sia giusta una staffetta con il figlio, a dispetto di chi magari ha più meriti e non riesce ad andare avanti. Uomini come lui si incontrano per strada, nelle aule di tribunale, nella politica. Rappresenta la grettezza dell'animo umano. Non è una questione di borghesia. Quando perdi la dignità, perdi anche la tua identità e diventi un omuncolo agli occhi degli altri”.

 

Un meticoloso e puntuale lavoro di trasposizione teatrale e un cast affiatato e ben amalgamato compongono la ricetta di uno spettacolo estremamente attuale. Le musiche originali dello spettacolo sono affidate a Nicola Piovani, in onore alla sua lunga amicizia e collaborazione con Vincenzo Cerami: insieme avevano lavorato anche al film Premio Oscar La vita è bella di Roberto Benigni. Accompagnano Massimo Dapporto sulla scena Susanna Marcomeni, nel ruolo di Amalia, la moglie di Giovanni Vivaldi, mentre Roberto D’Alessandro indossa i panni del dottor Spaziani, che al cinema fu interpretato egregiamente da Romolo Valli; il giovane Matteo Francomano, nel ruolo del figlio Mario, e Federico Rubino, nelle vesti del rapinatore che, accidentalmente, uccide Mario durante una sparatoria.

 

SINOSSI

 

Giovanni e Amalia discutono di come il figlio Mario potrà trovare un lavoro ora che ha conseguito il diploma di ragioniere. Giovanni apprende che si terrà un concorso per 1200 nuovi posti allo stesso ministero in cui lavora. Giovanni decide di iscrivere Mario, ma sapendo che il figlio non potrebbe farcela, chiede al capufficio se può favorirlo. Il dirigente gli spiega che nel concorso ci sono due prove, una orale e una scritta; in quella orale può favorire Mario, ma in quella scritta no. Il capufficio, però, vedendo Giovanni abbattuto, gli chiede se è disposto a entrare nella Massoneria, in modo da poter conoscere anche lui il contenuto del test, usufruendo dei “vantaggi” che godono i membri della loggia.

 

Giovanni accetta, entra nella Massoneria e, qualche settimana prima del concorso, ottiene le risposte dell’esame, che fa imparare a memoria a Mario. Il giorno del concorso Giovanni e Mario si stanno recando al ministero, ma dei rapinatori che stanno scappando sparano e accidentalmente colpiscono Mario che muore. Amalia, per il dolore della morte del figlio, rimane vittima di una trombosi. Giovanni si abitua al nuovo modo di vivere, ma un giorno, quando si reca in questura per vedere i sospettati, riconosce l’assassino e non dice niente.

 

L’assassino viene rilasciato. Giovanni lo segue, lo cattura e lo porta nella sua baracca vicino al lago, torturandolo per diversi giorni. Nei giorni seguenti, l’assassino muore, Giovanni va in pensione, ma proprio lo stesso giorno dell’agognato traguardo anche Amalia muore. Dopo i funerali, Giovanni ritorna a seppellire l’assassino e alla sua vita di prima.

 

Appuntamento al 2018 con il Teatro Comunale di Russi: il prossimo appuntamento sarà martedì 9 gennaio con Prima della pensione. Ovvero cospiratori, commedia dell’anima tedesca di Thomas Bernhard, regia di Elena Bucci e Marco Sgrosso. La prevendita dei biglietti si svolgerà negli orari di biglietteria: martedì dalle 10.00 alle 12.00, giovedì dalle 16.00 alle 19.00, sabato dalle 10.00 alle 12.00.  Nei giorni di spettacolo l’apertura della biglietteria sarà effettuata dalle 19.30 alle 20.45. I biglietti sono disponibili anche on line su www.vivaticket.it.

 

INIZIO SPETTACOLI: ORE 20.45

Per informazioni relative a spettacoli, abbonamenti e servizi di biglietteria:
Teatro Comunale di Russi
Via Cavour, 10
Tel. 0544/587690 |e-mail: teatrocomunalerussi@ater.emr.it - www.comune.russi.ra.it
Tutti i giorni feriali dalle 10:00 alle 12:00


Info e dettagli su www.comune.russi.ra.it e www.ater.emr.it  facebook.com/Teatro Comunale  Russi



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