Recital di Moni Ovadia: "Mingus in Strings" al Teatro Socjale di Piangipane

Giovedì 30 Novembre 2017
Moni Ovadia

Venerdì 1° dicembre, ingresso dalle 21, concerto dalle 22

Arriva al Socjale di Piangipane per la prima volta l’attore teatrale, drammaturgo, scrittore, compositore, ricercatore, interprete di musica etnica/popolare e molto altro… Moni Ovadia. Sarà sul palco del teatro di Piangipane venerdì 1° dicembre con ingresso dalle 21 e concerto dalle 22.

Si tratta di un viaggio attraverso le musiche di C. Mingus arrangiate per quintetto d’archi in cui la voce di Moni Ovadia, grande estimatore e cultore del mitico contrabbassista afro americano, viaggia in compagnia dei grandi personaggi della storia del jazz che hanno accompagnato e a volte influenzato l’opera di Mingus. I brani che accompagnano i testi di Maurizio Franco sono tra i più rappresentativi delle composizioni di colui il quale può essere tranquillamente citato come uno dei più grandi compositori del secolo scorso.
 
Musikorchestra è composta da Emanulele Parrini violino, Mariella Sanvito violino, Paolo Botti viola, Eliana Gintoli violoncello e Luca Garlaschelli contrabbasso e arrangiamenti.
 
MONI OVADIA

Nasce a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraico-sefardita. Dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche ha dato avvio alla sua carriera d'artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nel 1984 comincia il suo percorso di avvicinamento al teatro, prima in collaborazione con artisti della scena internazionale, come Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Franco Parenti, e poi, via via proponendo sé stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un "teatro musicale" assolutamente peculiare, in cui le precedenti esperienze si innestano alla sua vena di straordinario intrattenitore, oratore e umorista.

Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il "vagabondaggio culturale e reale" proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante, quell'immersione continua in lingue e suoni diversi ereditati da una cultura che le dittature e le ideologie totalitarie del Novecento avrebbero voluto cancellare, e di cui si fa memoria per il futuro.
 
Naturalmente cappelletti nell’intervallo, come da tradizione.
Ingresso riservato soci Arci.
Info e prevendita: www.teatrosocjale.it
https://www.facebook.com/teatrosocjale/
Tel. 327 6719681.



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