Marchetti (LN) e Gardin (LN) chiedono chiarezza sull'impianto di stoccaggio gas di San Potito

Martedì 21 Novembre 2017 - Cotignola
Samantha Gardin

Negli ultimi giorni si sono verificate strane attività che potrebbero essere rischiose per i cittadini

“Che tipo di nuovo pozzo è in costruzione nell’impianto di stoccaggio di gas naturale di San Potito a Cotignola? Perchè è stata necessaria l’accensione della torcia di sicurezza e perchè è rimasta accesa per tre giorni consecutivi?”. Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega Nord Emilia Romagna chiama in causa la giunta dell’Assemblea Legislativa per fare chiarezza sull'impianto di stoccaggio di San Potito dove, negli ultimi giorni, si sono registrate attività insolite che potrebbero celare un potenziale rischio per i cittadini.


“Stiamo parlando di un sito con stringenti norme di sicurezza che prevedono piani di emergenza in caso di incidente e i cittadini dovrebbero esserne informati, invece, tutti sono all’oscuro su quanto avviene nell’impianto”, prosegue il consigliere regionale del Carroccio che poi rincara la dose: “Non si tratta di una struttura a pericolo zero come lo si vorrebbe far passare; stiamo parlando di un complesso catalogato come RIR, cioè rischio incidente rilevante”.

A quanto risulta una delle torce dell’impianto, usate normalmente come sfiatatoi, è stata accesa con delle intensità di fuoco non abituali, peraltro senza che fosse data alcuna comunicazione dell’attività anomala. Ad aggravare la situazione la concomitante piena del fiume. Una delle ipotesi è che la torcia potrebbe essere stata accesa perché perforando un nuovo pozzo si sarebbe trovata una sacca di metano e per evitare scoppi si è proceduto con un’azione di contenimento. “In passato l’impianto di San Potito ha creato ingenti danni alle abitazioni - sottolinea Marchetti -. L’area di pericolo in caso di scoppio è sottovalutata e risulterebbe troppo ridotta rispetto ad un pericolo reale in virtù della vicinanza all’abitato e al fiume”.

"E’ assurdo che il sindaco Proni non abbia informato la cittadinanza qualora l’attività fosse stata programmata. Il suo silenzio dimostra che l'amministrazione non ne era a conoscenza e che i timori che abbiamo sollevato fossero fondati e che l'area non sia sicura come vogliono, invece, farci credere”, rincara la dose Samantha Gardin segretaria provinciale della Lega Nord Ravenna. “Quali autorizzazioni ha rilasciato la Regione, il Comune e l’Unione della Bassa Romagna - incalza il consigliere regionale - quali rischi ci sono anche in termini di subsidenza, terremoti potenzialmente causati dall’effetto fracking? Cosa viene utilizzato per tenere in pressione il gas nel sottosuolo? Ci sono potenziali rischi di contaminazione per terreni e falde? Chi è che controlla? Chi si occupa della sicurezza dell’impianto, della prevenzione di incidenti, chi effettua i controlli delle procedure di lavorazione?”. “A tutte queste domande - conclude Samantha Gardin - la Regione dovrà ora dare una risposta per far luce una volta per tutte sull’intera vicenda, ma anche il sindaco non potrà sottrarsi e dovrà fornirci i chiarimenti dovuti”.

Il sito di stoccaggio di gas naturale si trova in località San Potito a Cotignola. La connessione di stoccaggio di gas naturale di San Potito è stata conferita ad Edison stoccaggio dal ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con decreto ministeriale in data 24 aprile 2009. I lavori di realizzazione dell’impianto sono iniziati nel maggio 2010 e sono stati conclusi nel maggio del 2013. Lo sviluppo dell’impianto ha permesso di incrementarne la capacità rispettando le condizioni originarie del giacimento. Il campo di San Potito e Cotignola ha una capacità di stoccaggio di circa 400 milioni di metri cubi di gas naturale ed è costituito da 11 pozzi attivi.

Commenti

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  • E come mai gli organi di informazione ne parlano solo ora? http://prcravenna.it/intervento.php?id=32

    22/11/2017 - Enea M.

  • FINO DAL TEMPO DEI MIEI-NOSTRI STUDI IN GEOLOGIA UNIBO64 SI DICEVA DELL ANOMALIA DELLE PERFORAZIONI NEL NOSTRO TERRITORIO,DOPO TANTI ANNI NON è CAMBIATO NULLA IN MEGLIO MENTRE DOVREMMO ANDARE VERSO LE ENERGIE ALTERNATIVE...LUCIANO BARUZZI GEOLOGO GEOGRAFO LUGO RA

    22/11/2017 - luciano baruzzi



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