Legge Urbanistica / Il gruppo Uniti per Alfonsine risponde a BellAlfonsine: "non sarà un far west"

Lunedì 20 Novembre 2017 - Alfonsine
Uniti per Alfonsine

“In questi giorni – dichiara Roberto Laudini Capogruppo di Uniti per Alfonsine - è stato diffuso dal Gruppo BellAlfonsine un comunicato stampa relativo all’adozione in Consiglio Comunale di Alfonsine delle varianti agli strumenti urbanistici vigenti, PSC e RUE. Alla luce delle considerazioni espresse e del modo in cui è stata presentata la tematica in oggetto, il gruppo Consiliare Uniti per Alfonsine ritiene necessaria una risposta”. 

 

“In sostanza, - continua Laudini - il Capogruppo di BellAlfonsine motiva il voto contrario del proprio gruppo consiliare su due aspetti (a suo avviso) critici degli atti proposti. Un primo elemento rilevato da Bellalfonsine è che queste varianti basino la loro impostazione sulla nuova Legge Regionale in corso di approvazione la quale, stando a quanto riportato nel comunicato, consentirebbe ai privati, contrattando direttamente con le Amministrazioni Comunali, di costruire “senza che ci sia una visione urbanistica di fondo ed una pianificazione territoriale”. Ci sarà, a detta del Consigliere, una specie di “far west” dove tutto sarà consentito senza alcuna limitazione o programmazione. Ma si tratta di affermazioni completamente fuorvianti ed inesatte. E’ vero che la nuova legge regionale prevede la possibilità di accordi pubblico-privato per costruire: tuttavia, ciò sarà consentito solo nell’ambito delle linee guida individuate dell’Amministrazione, le quali avranno la funzione di determinare una corretta programmazione territoriale, ma con tempi operativi più contenuti, una semplificazione del processo burocratico, ed una maggiore responsabilizzazione dell’ente locale. L’altra critica alle scelte fatte riguarda la inadeguata riduzione delle aree edificabili che invece, così come prevede la Legge Regionale, dovranno essere limitate al 3% nei prossimi 32 anni. Per poter dare risposta a questa affermazione è dapprima necessario comprendere il funzionamento dei preesistenti strumenti urbanistici".

 

"In pratica - continua Laudini - il PSC (Piano Strutturale Comunale) identificava tutte le aree potenzialmente edificabili nel lungo periodo. Ebbene, il PSC ad Alfonsine prevedeva 295 ettari di aree potenzialmente edificabili tra cui due aree industriali, di valenza sovracomunale. Questa variante,in attesa della nuova Legge Regionale che introdurrà una ulteriore diminuzione del consumo di territorio, le riduce già a circa 93 ettari. Praticamente due terzi in meno. È vero che le aree rimaste come potenzialmente edificabili potrebbero essere oggetto di richieste per lottizzazioni; tuttavia, al riguardo, una semplice considerazione: tali aree non sono stato oggetto di tali progettualità negli anni precedenti, in condizioni (standard e vincoli) sostanzialmente analoghe. Forse il Capogruppo di BellAlfonsine si aspetta che in questi tre anni (termine assegnato ai Comuni per il completo adeguamento alla normativa regionale)si crei un improvviso ed imprevedibile boom edilizio? Peraltro suscita diverse perplessità questa analisi “semplificata” e riduttiva di varianti che, a nostro avviso,conducono, in modo coraggioso e con senso di responsabilità, ad una rivalutazione di alcune scelte, rimettendole in discussione a fronte di nuove necessità/priorità sopravvenute negli ultimi anni. Basti pensare al terremoto nell’Emilia del 2012: quegli eventi hannocondotto ad una rivalutazione dei criteri di costruzione antisismica, portando in evidenza il fenomeno della liquefazione delle sabbie di cui, nei nostri territori, poco o nulla si conosceva".

 

"Grazie alla volontà dell’Unione dei Comuni, ed a contributo regionale, - prosegue Laudini - primi in Emilia Romagna insieme all’Unione Faentina, disponiamo dell’analisi di microzonizzazione sismica di terzo livello, che ci fornisce, per ampie porzioni di territorio un dettaglio del rischio di liquefazione sismica, prima non noto. Analogamente, il Piano Regionale di Gestione del Rischio Alluvioni ha, finalmente, identificato le aree più sensibili sotto questo profilo anche per i nostri territori. Le nuove leggi in materia di risparmio energetico hanno poi fissato nuovi limiti a cui gli edifici si devono/dovranno adeguare. Si tratta di elementi di cui il nuovo RUE tiene conto, venendo recepita la necessità di individuare un nuovo equilibrio tra tutela degli edifici storici e culturali e sicurezza strutturale, senza dimenticare il tema della prestazione energetica. Un esempio su tutti: al fine di contemperare la necessità di tutela del patrimonio storico ed esigenze di piena sicurezza,oltre cento case “nere” ad Alfonsine, prima esclusivamente vincolate a soli interventi di recupero, potranno essere demolite e ricostruite, tenendo conto del mantenimento degli aspetti estetico-strutturali ma garantendo, in pari tempo, sicurezza sismica e standard energetici di alto livello. Nonostante l’analisi di BellAlfonsine non ne faccia menzione, noi crediamo che questi siano elementi molto importati per tutti i Cittadini di Alfonsine. Sui tempi avuti per l’esame di questi documenti da parte dei Consiglieri diamo atto che è stato effettivamente limitato ed in parte dovuto alla accelerazione dei tempi di approvazione della nuova legge regionale".

 

"Va detto però - conlude Laudini -che l’Amministrazione Comunale di Alfonsine ha provveduto ad una analitica presentazione delle delibere in una apposita seduta della Commissione Consiliare Ambiente Territorio ecc. alla quale hanno partecipato tutti i gruppi consiliari; infine, l’Unione stessa, nella riunione dei Capigruppo dell’Unione allargata ai Capigruppo di tutti i Consigli comunali, ha fatto la stessa cosa. Inoltre, nell’ultimo anno è stato condotto un confronto, a livello di Unione dei Comuni, con i rappresentanti delle professioni tecniche e delle associazioni economiche e del lavoro. Bisogna pertanto dare atto che i momenti di illustrazione e dibattito non sono mancati, e che l’Amministrazione ha dato tutte le informazioni necessarie proprio per evitare quel “danno al Consiglio e quindi a tutta la cittadinanza” prospettati dal Consigliere. Che tra l’altro omette di dire, certamente per dimenticanza, che nel consiglio “incriminato” gli atti urbanistici sono stati adottati e che ci sarà un termine di ulteriori 60 giorni entro i quali ogni interessato potrà presentare le proprie osservazioni; queste ultime verranno valutate e riceveranno riposta, prima dell’approvazione definitivadei nuovi strumenti urbanistici, prevista entro la prima metà del 2018".



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