Cagnoni scrive al Corriere Romagna: "Udienza scandalo. Non ho mai manipolato o oppresso Giulia"

Martedì 7 Novembre 2017
Immagini di repertorio - Matteo Cagnoni in una delle prime sedute del processo

L'imputato risponde alle dichiarazioni del cognato Guido e della migliore amica della moglie: "Giulia sa che non l'ho uccisa"

Matteo Cagnoni, durante la giornata di udienza del 3 novembre, ha scritto una lettera di 9 pagine destinata al Corriere Romagna, spedita in una busta arrivata al quotidiano senza francobollo e datata 4 novembre: il giorno dopo l'udienza in cui avevano esposto il cognato Guido Ballestri ed Elisabetta Amicizia, migliore amica della moglie. Così si apprende oggi, martedì 7 novembre, sulle prime pagine di cronaca del Corriere Romagna.

Infatti è proprio sulle loro testimonianze che si concentra il lungo sfogo di Cagnoni che, tra le righe della missiva inviata al quotidiano, afferma di aver assistito ad "un'udienza scandalo".

"Devo dire - dichiara l'imputato - che la difficoltà più grande per me è stata trattenermi ascoltando una copiosa serie di menzogne da parte soprattutto dell'amica di Giulia che parlava sempre per sentito dire..."

Non sono mancati anche attacchi di Cagnoni ai genitori della moglie: "Il mio amore per Giulia è stato quasi paterno. Lei 11 anni più giovane di me, con un padre quasi sempre assente ed una madre che per sua figlia non aveva mai tempo."

"Di Giulia - aggiunge - mi colpì subito la sua grande solitudine interiore: non meritava un'infanzia così, ma soprattutto non meritava una fine simile. Mi conforta sapere che almeno lei, dall'alto, sa che non sono stato io ad ucciderla".


A cura di Erika Digiacomo



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