Alessandro Barattoni nuovo segretario PD: sobrietà, umiltà, disponibilità e unità... le sue parole

Martedì 31 Ottobre 2017
Barattoni con Proni

Si è svolto ieri sera il quarto congresso della Federazione provinciale del PD di Ravenna. La presidente dell’assemblea - Marta Garuffi - ha annunciato i risultati dei congressi nei circoli che hanno indicato come nuovo segretario Alessandro Barattoni che ha ricevuto 1.618 voti pari al 97.7% dei voti validi. Barattoni era il candidato unico alla segreteria, dunque non aveva rivali.

"Siamo qui – ha detto Barattoni nel suo discorso di insediamento – per progettare il futuro e costruirlo insieme. Dobbiamo dimostrare sobrietà, umiltà e disponibilità là dove sono più forti i bisogni sociali e le insicurezze, metterci in gioco e avere coraggio. Accantonare le certezze e andare ancora da chi non ci vuole più parlare, non per cercare consenso ma per sviscerare i problemi. Andare nelle periferie, quelle territoriali e quelle sociali. Possiamo ripartire da quel grande miracolo laico che sono le nostre feste per sentirci una comunità ed essere capaci di allargarci rivendicando anche i nostri risultati. Il Governo ha riportato il Paese in una dimensione di crescita e riforme molto importanti da quella sulle unioni civili alla legge contro il caporalato, il ‘dopo di noi’, il divorzio breve, il fondo per la non autosufficienza e tante altre. Siamo fieri di aver allargato la platea dei diritti. Per questo non possiamo permetterci – nessuno di noi - di essere minoranza per scelta. Non ne abbiamo diritto, ancor di più in un momento nel quale è purtroppo sempre più forte la propaganda verso il più debole, tanto più se diverso. Siamo qui – ha concluso il neo segretario – perché siamo convinti che la politica, quella di cui ci siamo innamorati, ci dia la possibilità di costruire un mondo migliore. E costruirlo insieme perché da soli si è più tristi. Restiamo uniti.”

 

 

Barattoni ha ringraziato la segretaria uscente, Eleonora Proni che ha detto: “Ho incontrato un partito vivo da cui possiamo ripartire per superare, con proposte e stimoli nuovi, la chiusura e gli egoismi della destra e la sbornia populista che ha generato. Alessandro sa ascoltare e decidere. Sono profondamente felice che abbia accettato un ruolo che è sicuramente difficile ma anche nobile.”

Il congresso si è chiuso con l’intervento di Luigi Zanda, capogruppo del PD al Senato, che a sua volta ha fatto un appello all’unità del partito. “ L’uscita di Grasso – ha detto – è una sconfitta per noi ma anche per lui che se ne va a pochi mesi dalla fine della legislatura. Ed è una sconfitta per il Parlamento perché in questo governo ci sono stati quasi 600 ‘cambi di casacca’. Credo sia necessario interrogarsi sul suo funzionamento. Ma, nonostante tutto, siamo fieri di aver tenuto viva la democrazia italiana evitando che prevalessero le forze antisistema producendo leggi molto importanti.” 

 

 

 



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