Lega Nord: "La centrale a biomasse di Russi non è compatibile con gli accordi di Parigi sul clima"

Mercoledì 25 Ottobre 2017 - Russi

Andrea Liverani e Maria Marabini manifestano forti perplessità sull'impianto, che giudicano anacronistico, e sulla possibilità di alimentarlo

Il conto alla rovescia è cominciato. Perché, a metà del 2018, se nel frattempo non interverranno altre novità, la Powercrop potrà dare il via alle operazioni della centrale a biomasse di Russi. Una centrale contro la quale si sono schierati in molti: associazioni civiche e ambientaliste, la stessa Legambiente. E' la riflessione fatta da Andrea Liveani e Maria Marabini, esponenti locali della Lega Nord.

il consigliere regionale della Lega Nord e la segretaria Ln di Russi intervengono nel dibattito che si è scantenato in paes esulla centrale, ricordado in un comunicato che «anche un parere della Soprintendenza, inizialmente fatto proprio dai comitati che si erano rivolti al Tar, aveva inizialmente contribuito a sancire lo stop all’impianto».

«Purtroppo, nel 2014, il Consiglio di Stato ha dato ragione all’azienda, che si era rivolta al supremo organismo impugnando la sentenza del Tribunale Amministrativo regionale - ricordano dal Carroccio - ed ora questo discutibile impianto è pronto ad essere reso operativo. Ci chiediamo se, quando entrerà pienamente in funzione, nel 2018, uno stabilimento che era stato progettato con tecnologie considerate moderne dodici anni prima, non sarà già anacronistico. Senza contare che il consumo di 270mila tonnellate di cippato dovrebbe essere sostenuto dalla produzione a chilometro “zero” (entro i 70 chilometri) delle “pioppelle” necessarie. Sappiamo benissimo – continuano Liverani e Marabini – che questo non è possibile: la pioppicoltura locale non può sostenere una produzione simile. Come si farà ad alimentare questo gigantesco impianto da 30 megawatt, che farà inevitabilmente aumentare il traffico pesante diretto alla centrale, su Russi e anche le zone limitrofe?».

Il consigliere regionale Liverani ha depositato, sulla base di tutti questi dubbi, un'interrogazione all’Assemblea legislativa per chiedere al governatore Stefano Bonaccini, ed all’assessore Paola Gazzolo di dare una risposta ai tanti dubbi che circondano ancora la centrale a biomasse. «Nel frattempo sono intervenute importanti novità, anche sulle forme giudicate sostenibili di energia – concludono Liverani e Marabini – e sulle emissioni di Co2: la centrale di Russi è compatibile, alla luce di questo, con le restrittive misure introdotte dai trattati internazionali sul clima di Parigi?»



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