A GiovinBacco Ravenna 2017, una piazza dedicata a piadina, bartolaccio, burlengo e birra

Mercoledì 18 Ottobre 2017

Piazza XX Settembre – nota anche come Piazza dell’Aquila – è una graziosa piccola piazza di passaggio alle spalle del Municipio nel cuore di Ravenna. Si trova sul percorso ideale che unisce Piazza del Popolo alla nuova grande Piazza Kennedy. Ed è una delle tre piazze principali di GiovinBacco 2017, il 27, 28 e 29 ottobre. In Piazza del Popolo il pubblico berrà vino, trovando centinaia di etichette delle cantine di Romagna e dell’Emilia, mentre in Piazza Kennedy gli ospiti di GiovinBacco potranno continuare a bere con i vini italiani di Slow Food e avranno la possibilità di gustare tante proposte di cibo di strada di qualità.

In mezzo c’è la sosta - obbligata - in Piazza XX Settembre con alcune specialità regionali da non perdere: la Piadina, il Bartolaccio, il Burlengo e la Crescentina, il tutto innaffiato da ottime birre artigianali.

La piadina è quella della Piadineria Luna di Via Romolo Ricci 15 a Ravenna. Il bartolaccio è proposto dalla Proloco di Tredozio. Il burlengo e la cresentina di Pavullo sono preparati dall’Associazione del Burlengo. La piadina, beh sappiamo tutti cos’è: è uno dei finger food più noti in Italia, simbolo della Romagna.

Il bartolaccio, o bartlàz in dialetto forlivese, è un prodotto alimentare tipico dell'Appennino forlivese. Noto è soprattutto quello di Tredozio. È fatto con una sfoglia sottile, i cui ingredienti sono soltanto acqua e farina, farcita di un particolare ripieno: purea di patate, pancetta, formaggio grana stagionato, sale e pepe. La sfoglia, poi, è richiusa su se stessa in modo da formare una mezzaluna (a somiglianza di un crescione). Il tutto è quindi cotto sulla piastra. È un prodotto della tradizione contadina povera. A Tredozio si tiene anche, dal 1987, la tradizionale "Sagra del Bartolaccio", solitamente nelle prime due domeniche di novembre.

Il borlengo o burlengo - tipico dell'Appennino fra Modena e Bologna - è una sfogliata di pasta molto sottile, che può ricordare una crépe o una piadina, per l’aspetto e la forma circolare, ma è più grande e più soffice e croccante al tempo stesso. L’impasto del borlengo viene detto colla ed è composto da farina, sale, uova, latte e talvolta vino bianco, che mescolati formano una pastella dalla consistenza liquida. Come una crèpe quest’impasto viene poi cotto su un testo (detto sole, fatto di rame e largo 50 cm) per pochi secondi e quindi riempito con parmigiano grattugiato e con la cunza o pesto montanaro (un impasto tradizionale composto da battuto di lardo, rosmarino e aglio che viene usato anche per le Crescentine), poi viene piegato in quattro e mangiato con le mani.

Esistono anche delle varianti del borlengo classico: per esempio nel Frignano dove il borlengo viene fatto con farina di castagne e riempito di ricotta, oppure nelle versioni dolci dove viene riempito di zucchero e limone o di marmellata o crema di cioccolata. Viene servito in quasi tutti i ristoranti tradizionali della zona, ma è anche un cibo di strada reperibile lungo la strada oppure durante le sagre dedicate ai borlenghi: famosa è, per esempio, quella che si tiene a maggio a Guiglia.

Le birre artigianali in Piazza XX Settembre sono la M.59 (birra golden ale ambrata), l'Alba (birra blanche), la Corsini West (american pale ale) e la Pilota (birra stile Kölsch) della azienda ravennate Bizantina srl.

Altra proposta è quella della Birra DeliRA (lager bionda, lager rossa e birra ad alta fermentazione) della ICB Italian Craft Brewery: anche questa è una azienda ravennate.



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