Unione: la banda ultra larga arriva nelle aree produttive della Bassa Romagna

Martedì 19 Settembre 2017 - Alfonsine, Bagnacavallo, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo
Marco Mondini, responsabile del Servizio Informatica dell'Ucbr, e il sindaco Nicola Pasi

Terminato il collaudo e l’allacciamento della rete nelle zone interessate: quasi 30 le aziende già connesse

È terminato il collaudo della banda ultra larga nelle aree produttive dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna: in tutto sono ben tredici le aree artigianali della Bassa Romagna che godono di questo servizio; in totale le aziende collegate sono già 27, così distribuite: una ad Alfonsine, due a Bagnacavallo, una a Conselice, una a San Patrizio di Conselice, cinque a Cotignola, dieci a Fusignano, tre a Lugo Dogana e quattro a Lugo San Vitale. 

 

Per tutte le altre aziende delle aree dotate di banda ultra larga è invece possibile inviare una manifestazione di interesse collegandosi al link: https://forms.labassaromagna.it/rwe2/module_preview.jsp?MODULE_TAG=banda_ultralarga.

 

"Per i Comuni della Bassa Romagna si tratta di un ulteriore passo in avanti sul tema dello sviluppo al servizio delle imprese del nostro territorio - ha commentato Nicola Pasi, sindaco referente per il progetto Banda ultra larga -. L'Unione continua così il suo percorso a favore dell'innovazione, un campo in cui la Bassa Romagna si sta accreditando come uno dei soggetti più dinamici. L’obiettivo, condiviso con la Regione Emilia-Romagna, per il prossimo futuro è quello di portare la banda ultra larga anche nelle case”.

 

Il Piano banda ultra larga della Regione ha l’obiettivo di infrastrutturare in fibra ottica (internet fino a 1 Gb) l’intero territorio, e vede proprio in Bassa Romagna il caso più significativo con ben tredici aree artigianali attrezzate, quasi il 50% del totale; nel resto della Regione sono infatti dodici le aree coinvolte. Grazie a questo progetto, l’azienda regionale Lepida si è aggiudicata, a dicembre 2016, il premio europeo “European Broadband Awards 2016” nella categoria “Riduzione costi e coinvestimenti”. Il modello si avvale di un meccanismo di valorizzazione delle infrastrutture pubbliche esistenti e di coinvolgimento delle aziende interessate: la proprietà delle fibre ottiche è pubblica, ma le aziende ne hanno un diritto di uso con possibilità di scegliere gli operatori in massima libertà, a condizione che i costi siano contenuti e che la banda sia simmetrica e garantita.



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