Il Popoli Pop Cult Festival di Bagnara di Romagna entra nel vivo con i KhukhMongol

Venerdì 30 Giugno 2017 - Bagnara di Romagna, Bassa Romagna, Lugo
Il gruppo KhukhMongol

Venerdì 30 giugno: il programma della seconda serata del Festival. Tre i concerti in programma e tanti altri eventi. Premio Popoli al giornalista di Rai Tre Davide Demichelis

Il Popoli Pop Cult Festival di Bagnara di Romagna entra nel vivo. Il programma di venerdì 30 giugno, consente di assaporare appieno le atmosfere internazionali del Festival dove trovano spazio le culture di 30 paesi e la gastronomia di 23 diverse cucine, fra cui quella russa, la georgiana, la giapponese e la pakistana con una importante spazio dedicato alla migliore selezione dei vini del mondo in onore alla Georgia indicata come terra di origine di tutte le produzioni vinicole arricchita dalla mostra "Il nettare degli dei. Breve storia del Vino”.

 

Presenza qualificante per questa seconda giornata di Festival sarà quella del giornalista, autore e conduttore del programma di Rai Tre “Radici”, Davide Demichelis, che alle ore 21 in Piazza Marconi, ritirerà il Premio Popoli, giunto alla II edizione.  
Nel 2016 il premio è stato assegnato a Francesca Rava, dell’omonima Fondazione, per le attività sociali e solidaristiche svolte. Quest'anno la scelta ha premiato Davide Demichelis, giornalista freelance, che  vanta al suo attivo molteplici importanti collaborazioni con la RAI ed il National Geographic, oltre che con numerose altre emittenti a livello internazionale. Ha realizzato e curato reportage e trasmissioni dedicati alle storie meno conosciute e meno narrate. Così è nato il progetto “Radici, L’altro volto dell’immigrazione”, trasmesso ogni venerdì su Rai Tre. La trasmissione dà voce ad uomini e donne migranti, residenti ormai da tempo nel nostro paese. Sono loro a guidare l'autore  alla scoperta delle loro terre di origine, dei loro familiari ed amici che non sono emigrati, delle loro tradizioni, e di storie spesso drammatiche narrate sempre con uno sguardo costruttivo e mosso dalla scintilla della speranza.

 


Il cartellone musicale è affidato a tre concerti. Il primo, previsto in Piazza Marconi dopo la consegna del Premio, avrà come protagonista il gruppo “KhukhMongol”, spettacolo di grande impatto che miscela musica, canto, danza. La fusione delle tre componenti darà modo al pubblico di esplorare le tradizioni musicali delle terre mongole espresse da sonorità strumentali, canti khuumii (il canto della gola che produce due toni distinti e simultanei con la voce), danze Tsam con maschere tradizionali, sbalorditivi contorsionismi, note classiche ed etno-jazz offerte da antichi strumenti mongoli antichi come il violino a testa di cavallo. All’interno della Rocca Sforzesca si esibiranno “The Trouble Notes”, gruppo che dal 2001 si esibisce per le strade ed i palcoscenici di Europa e Usa dando spazio al violino di Bennet Cerven, alle percussioni di Oliver Maguire e alla chitarra di Florian Eisenschmidt, interpreti di generi diversi. Gli spazi dell’ex lavatoio sono occupati dalle sonorità dei “Jedbalak” dedicate alla grande tradizione musicale degli Gnawa del Marocco. I Buskers ed esibizioni presso gli stand, saranno di nuovo presenti lungo le vie del Borgo.

 


Continua l'attività espositiva tesa a valorizzare in particolare gli aspetti più caratteristici delle immense terre che si estendono dall’Europa all’estremo oriente in linea con il tema guida dell’edizione “Terre di Zar”.
La Sala Consigliare ospita l’esposizione principale del Festival dal titolo “La bellezza rivelata: il mondo delle icone”, un’esclusiva raccolta di icone di modello russo realizzate da artisti contemporanei e curata dall’iconografo e artista bolognese Giancarlo Pellegrini. Nella stessa location trova spazio la mostra “Natura estrema”(docuvideo di The Breath of the Tundra di Mikhail Gorobchuck e gli scatti di Monica Liverani dedicati al Kazakistan) dedicata alla natura selvaggia dele grandi terre degli Zar.

 

In Sala San’Apollinare, saranno allestite le esposizioni “Ricami in Vetro” di Kina Bogdanova,  in cui decorazioni balcaniche vengono rese attraverso la tecnica del mosaico e Paesaggi russi, dipinti di Galina Lobanova mentre al Torrioncello saranno inaugurate “E la chiamavamo Russia…” mostra fotografica e d’arte di Roberto Dovesi e Andrea Scaranaro, ispirata ad alcune città simbolo dell’ex Unione Sovietica e “Scatti di umanità”,  immagini di vita dal Nepal, realizzate da Alice BandiniGli studenti delle terza elementare e della prima media di Bagnara avranno a disposizione gli spazi del Loggiato del Palazzo Comunale dove saranno esposti i lavori dedicati alla cultura russa, fra cui fiabe ed icone. Al Villaggio Brasile, verrà allestita la mostra fotografica di Carlo KakaTiocarlao, Volti e colori del Brasile.


Il Festival che prosegue fino al 2 luglio, continuerà nella serata di sabato 1 luglio con il grande ed esclusivo spettacolo di “Ensemble Troïka”, considerato in Francia uno dei più prestigiosi per la danza, il canto e la musica slava, il flamenco dei “Tablao de Flamenco” e le musiche tradizionali serbe interpretate da “Ajde Zora”.

Per informazioni: www.popolipopcultfestival.com

 



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