LA POSTA DEI LETTORI / Palazzo San Giacomo, oasi abbandonata, si rispettino i pipistrelli

Giovedì 18 Maggio 2017 - Russi

In merito all’articolo pubblicato lo scorso 17 maggio sul diniego della Regione per lo svolgimento degli eventi musicali previsti a Palazzo S.Giacomo a Russi desideriamo ricordare agli amministratori che la conservazione delle aree tutelate dalle direttive comunitarie non è un opinione di comodo ma un dovere tanto più se si è, come in questo caso, proprietari e gestori del sito.


Quindi se l’Assessore Piva desidera concordare “tutto il rispetto per i pipistrelli” a maggior ragione deve rispettarli nel periodo della riproduzione, e ciò implica l’applicazione delle Misure di Conservazione deliberate dalla Regione verso un gruppo di mammiferi di grande importanza biologica.

Le azioni descrittive  e prescrittive sancite dalle  Misure Specifiche e dal Piano di Gestione delle Zone di Protezione Speciale di Russi erano già note all’amministrazione che ha avuto modo di consultarle ponendovi le eventuali osservazioni sino all’adozione finale da parte della Regione.

In questo contesto l’area protetta compresa tra il fiume Lamone, le vasche dell’ex zuccherificio e l’oasi della villa romana,  rappresenta un eccellenza nell’ambito delle piccole aree protette in provincia, avendo noi svolto diverse indagini di monitoraggio su specie e habitat nel corso dei quindici anni in cui ci siamo occupati della gestione. Un attività dovuta per  legge ma carente in molti altri siti.

A fronte dell’applicazione di una norma prevista  dalle Misure Specifiche da parte della Regione, come è giusto che sia, gli amministratori di Russi si sono recati con assoluta solerzia negli uffici della regione intenzionati a non rinunciare ad un evento che richiama persone e da lustro alla città.

Vogliamo qui ricordare che la delibera assunta dalla Giunta Comunale di Russi  nell’anno 2009, con la quale si licenziarono le associazioni che gestivano l’oasi della villa romana con il passaggio delle attività di gestione e promozione dell’oasi in carico all’amministrazione comunale ha avuto come conseguenza l’annullamento degli eventi culturali legati all’oasi che erano consoni con i vincoli di tutela.

In particolare dal 19 aprile 2009, ultima data dello svolgimento a Russi della Giornata Nazionale delle Oasi del WWF,  presso la villa romana non sono più state celebrate altre “giornate delle oasi” che coinvolgevano centinaia di visitatori nella realtà di Russi.

Da nove anni, tra gli altri,  non si organizzano più iniziative durante la settimana europea delle aree protette, durante “primavera slow”, durante le sere di maggio e di giugno con l’osservazione delle lucciole.

Le scuole non sono più tornate a svolgere le attività didattiche come ad esempio “esploratori della biodiversità”.
Nonostante gli appelli inviati agli amministratori nel corso di questi anni non vi è stata nessuna solerzia nel porre rimedio a questa perdita di attività culturali che coinvolgevano i cittadini di Russi e persone da tutta la provincia.
Oltretutto lo stato di abbandono in cui versano gli habitat da alcuni anni non permettono più nessun tipo di attività.

Lo stesso personale in servizio presso l’area archeologica della villa romana ci ha informati che non passa fine settimana dove alcuni visitatori, in particolare famiglie, chiedono di accedere all’oasi che però è chiusa al pubblico dal 2009.
Tutto questo è semplicemente sconfortante sia per l’atteggiamento tenuto verso chi volontariamente ha valorizzato un patrimonio pagato con le risorse dei  cittadini che dubbie strategie politiche hanno posto in grave stato di agonia e ora si tenta anche di forzare le regole che tutelano questi pochi ettari di natura istituiti sul territorio comunale.
 

Davide Emiliani, WWF



Trascorsi 10 giorni dalla pubblicazione di un articolo non è piú possibile inviare commenti.